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12/04/14

Quale colore influenza gli acquisti online?

In che modo i colori influenzano gli acquisti?  Sappiamo che in un negozio il colore di arredi, ambienti, confezioni è uno strumento di persuasione, ma nel web marketing come ci condiziona il colore nelle scelte di acquisto? 


Articolo di Mirko Vedovato

Avete mai acquistato un prodotto o un servizio online? Una recente indagine di Assintel Report ha rivelato che nel 2013 il volume di affari relativo all’e-commerce in Italia è cresciuto del 18% rispetto al 2012, registrando un fatturato annuo di 12 miliardi di euro. Un trend in costante ascesa negli ultimi 5 anni, un fenomeno che sta gradualmente trasformando le più tradizionali abitudini di consumo.

By Artem Ottoson: https://www.behance.net/Ottoson
By Artem Ottoson

Compriamo sempre di più su internet utilizzando pc, smartphone e tablet: siamo (finalmente) meno diffidenti di un tempo, convinti anche da prezzi mediamente più vantaggiosi che in negozio. 
Ed è proprio su internet, dove ogni azione costituisce un dato e diventa misurabile, che il marketing dei colori si scatena: avete mai osservato con attenzione il percorso di navigazione che ci porta a compiere un acquisto? 
Mettiamo da parte considerazioni più ampie riguardo l’esperienza utente o la strategia dei contenuti proposti. Concentriamoci per un attimo su un unico aspetto, apparentemente superficiale ma in realtà determinante: su quali colori sono caduti i nostri click per proseguire con l’acquisto?

Secondo la ricerca realizzata da KissMetrics nel 2011, circa il 93% delle persone attribuisce all’aspetto di un prodotto un ruolo determinante nelle proprie intenzioni d’acquisto. Di queste, l’85% ritiene che il colore sia il vero e proprio movente che spinge alla decisione finale di spesa.
Sappiamo bene che dietro la scelta di un preciso colore in ambito commerciale si cela il cosiddetto “neuromarketing”, una disciplina che individua le dinamiche con cui il subconscio guida i nostri comportamenti d’acquisto. Perciò, sappiamo anche che ogni colore tende a suscitare una diversa reazione: il rosso ad esempio rappresenta energia, passione e stimola urgenza e compulsività, il blu al contrario infonde sicurezza e tranquillità.

Ciò che invece tendiamo spesso a dimenticare è che il potere che i colori hanno su di noi è lo stesso sia a scaffale che a monitor. La regola vale anche nel mondo digitale, replicata per i processi decisionali che ogni giorno incontriamo online: dal più celebre "Compra subito" ai vari "Contattaci", "Maggiori informazioni", "Leggi", "Scopri di più".

colore web marketing by HubSpot
Emblematico è il test A/B realizzato da HubSpot un paio d’anni fa, per capire quale colore stimola maggiormente un'azione. Sono state create due pagine web con lo stesso layout grafico, stessi contenuti, stesse azioni da compiere; un’unica differenza, il colore del “bottone” da cliccare: verde per il campione A, rosso per il campione B. 
Qual'è stato il pulsante più cliccato? Il colore verde, coordinato con i colori del test e significante naturale di movimento nella vita analogica di tutti i giorni? O un più frenetico rosso? 
Ebbene, la CTA (call to action= invito ad agire) rossa ha superato la verde per numero di click del 21%, un risultato strategicamente davvero rilevante.

Forse sarà solo un caso, ma molti e-commerce e la maggior parte dei contenuti informativi online scelgono di rappresentare carrelli e call to actions proprio con la scala colore del rosso. Siamo sicuri di essere pienamente consapevoli delle nostre scelte d’acquisto online?


Mirko Vedovato (@mirkomunica). Nativo digitale, creativo dipendente, sport cronico! E' copywriter e Digital Strategist. Il suo profilo completo è su Linkedin.

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02/04/14

Perché il viola porta sfortuna?

Davvero il viola porta sfortuna? Da dove nasce queste credenza popolare?

Articolo di Maria Giulia Andretta

Immagine di Dplastino - Flickr
Immagine di DPlastino
Il viola è quello che tra i colori paga il tributo maggiore alla credulità popolare perché, secondo solo al gatto nero, nell'immaginario collettivo è spesso associato a connotazioni negative come rappresentante della sfortuna.

Perchè il viola porta sfortuna a teatro?

È noto che gli artisti, in particolare gli attori, sono quelli che per tradizione sono tra i più avversi a questo colore tanto che ancora oggi tra i membri delle compagnie più superstiziose nessuno deve mai indossare durante le prove generali dettagli viola. 
Questo è dovuto al fatto che nel Medioevo durante il periodo quaresimale erano vietate le rappresentazioni e gli spettacoli pubblici. I lavori erano sospesi e c'erano gravi ripercussioni sul tenore della vita di bardi e teatranti con ricadute sulle finanze e sul sostentamento delle famiglie.
Poichè in quaresima i paramenti sacri, dalle stole dei curati di campagna all'abbigliamento talare di vescovi e monsignori, si tingono di viola in segno di lutto, il colore viene associato alla sfortuna alimentando vere e proprie forme di scaramanzia.

Il viola colore del lutto e del distacco

Storicamente anche le popolazioni italiche prima della conquista romana identificavano con il colore viola il periodo di carestia che anticipava la primavera e il raccolto. Durante questa ricorrenza veniva offerto in sacrificio alle divinità pagane il bestiame e i primogeniti adolescenti, nati da marzo a giugno, forti della protezione divina, venivano spinti ad abbandonare la loro famiglia per creare altrove nuove comunità. Questo accentuava nei parenti sentimenti legati alla lontananza, al distacco e alla tristezza, ma segnava anche un nuovo inizio tanto che in epoche successive romani e cristiani adottarono il viola per indicare periodi che anticipano il rinnovamento e il cambiamento, quali l'Avvento e la Quaresima. 

Il viola simbolo di mistero e magia

Il viola resta, nella sua combinazione di blu e rosso, espressione di carattere, ma anche di spiritualità tanto che nelle culture new age è simbolo di magia, mistero e mistica. 
Pregiudizi, gesti e scaramanzie non danno ragione alcuna all'immotivata avversione per questo colore che si prende la sua rivincita nell'arte contemporanea, nella moda e nella gioielleria.


Maria Giulia Andretta è laureata in Astronomia e Scienze Filosofiche presso l'Università di Bologna. I suoi interessi sono la comunicazione e divulgazione delle scienze e l'integrazione tra saperi scientifici e cultura umanistica. Appassionata di letteratura, arte, musica e fotografia ha collaborato con alcuni musei e con l'organizzazione di festival culturali a Bologna. Attualmente frequenta il Master di Comunicazione delle Scienze presso l'Università di Padova.


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21/03/14

Qual è il colore di moda quest’anno?

Per scegliere il look moda per la nostra primavera-estate, affidiamoci a Pantone.

Traduzione dell'articolo di Adriana Martin Garcia

Image credits: Pantone
Ogni anno, dal 1999, il team di Pantone seleziona il colore simbolo della prossima stagione. Per farlo, valuta le tendenze in atto in tutti i settori: culturale, tecnologico e sociale.

E’ così che è stato scelto anche Il colore per il 2014, il Radiant Orchid (codice 18-3224), che ha già una propria bacheca sul social network Pinterest con oltre 40.000 follower. E’ stato descritto come un colore simbolico, per la sua tonalità tendente al viola, che richiama creatività e innovazione - due punti cardine della società odierna – con l’aggiunta di un tocco unico e magico.

Il radiant orchid è presente in natura in molti fiori comuni come la calla o la dalia, in alcuni tipi di ametista, nelle attinie e, certamente, nella luce dell’alba.

Perché è Pantone a scegliere il colore dell’anno?


Per capirlo dobbiamo conoscere la storia dell’azienda.

Nel 1963 Herbert Lawrence fonda l'azienda Pantone. Solo un anno dopo crea il primo sistema di identificazione del colore, la scala Pantone Matching System. Partendo da una base di 13 pigmenti, Pantone cataloga 1144 colori originali, identificandoli con un codice alfanumerico. Questo catalogo di colori è cresciuto nel tempo, e il suo utilizzo è sempre più diffuso perché permette di individuare la tonalità esatta da riprodurre. Ad esempio, i colori ufficiali della bandiera italiana sono codificati dal 2008 in: verde felce (codice TCX 17-6153), bianco acceso (TCX 11-0601) e rosso scarlatto (TCX 18-1662) .

Ma Pantone non cataloga solo colori, attraverso il Pantone Color Institute , conduce progetti di ricerca sulle tendenze nei colori e sulla loro influenza sulle nostre emozioni e reazioni .
Progetti che confluiscono in Pantone Universe per creare, in sinergia con altre aziende, elementi decorativi, materiali da ufficio o orologi con i colori base e, più recentemente, collezioni di cosmetici dedicate al colore dell'anno. Tutto sotto un unico motto: “Color is life. Live it" (La vita è colore, vivilo).

Leggi l'articolo in lingua originale (spagnolo)


Adriana Martín García, si è laureata in Traduzione ed Interpretariato all'Università di Salamanca. Traduttrice di diversi abstract sulla Storia della Scienza è oggi studentessa al Master in Comunicazione delle Scienze dell'Università di Padova
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Los colores codificados

Articolo di Adriana Martin Garcia, (versione originale)

Image credits: Pantone
En 1963, Lawrence Herbert se pone a la cabeza de la compañía Pantone. Sólo un año después crea el primer sistema de identificación cromática, la escala Pantone Matching System. Con una base de 13 pigmentos, Pantone presentó sus 1144 colores originales. Este libro de colores numerados ha ido aumentando con el paso del tiempo y su uso es cada vez más generalizado. Un ejemplo cercano es la bandera italiana, cuyos colores oficiales son desde 2008 verde helecho (TCX 17-6153), blanco luminoso (TCX 11-0601), rojo escarlata (TCX 18-1662).

A través del Pantone Color Institute, Pantone lleva a cabo proyectos de investigación sobre las tendencias en colores y su influencia sobre nuestras emociones y reacciones.

"Color is life. Live it.” Con este lema, Pantone se une a otras firmas para crear Pantone Universe: objetos de decoración, material de oficina o relojes con los colores básicos de la gama. Además, entra en el mundo de la cosmética con colecciones dedicadas al color del año y otras con las nuevas incorporaciones al PMS.

Cada año, desde 1999, el equipo de Pantone selecciona el color representativo de la siguiente temporada. Para ello, tienen en cuenta la actualidad cultural, tecnológica e incluso social del momento para captar la atención de todos los ámbitos.

El color para este año es Radiant Orchid (18-3224), que ya tiene su propio tablón en la red social Pinterest con más de 40000 seguidores. Lo han descrito como un color simbólico por su tonalidad violácea, que llama a la creatividad y a la innovación –dos de los puntos clave del mundo actual. Con un toque único y mágico.

En la naturaleza podemos encontrarlo en otras flores como la cala o la dalia, también en algunos tipos de amatista, en anémonas marinas y, por supuesto, en la luz del amarecer.
Traduzione in italiano

Adriana Martín García, si è laureata in Traduzione ed Interpretariato all'Università di Salamanca. Traduttrice di diversi abstract sulla Storia della Scienza è oggi studentessa al Master in Comunicazione delle Scienze dell'Università di Padova.
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18/03/14

Un Google Doodle celebra il colore

Un Google doodle fa sempre notizia


Se la home page inglese di Google UK è stata dedicata a San Patrizio, nello stesso giorno quella indiana celebrava il colore.

In occasione del festival annuale dei colori, che si tiene in India per festeggiare l'inizio della primavera, Google ha infatti creato un doodle che mostra il tradizionale pichkari (spruzzatore) che spruzza colori sul logo.

Il disegno bene simboleggia la festa che vede ogni anno milioni di indiani scendere in piazza per lanciarsi gulal (polvere colorata) per celebrare il trionfo del bene sul male.

Nella capitale indiana Nuova Delhi, le persone hanno ingaggiato una giocosa caccia all'uomo armati di cannoni ad acqua, gavettoni (palloncini pieni d'acqua) e bombolette di vernice, e hanno danzato al ritmo dei tamburi avvolti in nuvole di polvere colorata.

La festività Holi, si celebra nei Paesi dove vivono le principali comunità hindu, come l'India e il Nepal, a fine inverno, nell'ultimo giorno di luna piena.

Da vedere le foto postate su Google+  #HoliOneIndia



Articolo di Cristina Rigutto
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08/03/14

8 marzo: Il femminicidio non è giallo mimosa

Il giallo delle mimose per celebrare la ricorrenza dell’8 marzo: una riflessione sul femminicidio.

di Marta Fais

femminicidio 8 marzo
C’è chi oggi ha sventolato mazzetti allegri di mimose e chi li ha rifiutati insieme ai più timidi accenni di auguri. Eppure, un senso questa giornata lo ha: ricordare questa ricorrenza non è solo ottenere un piccolo gesto da chi ci è più vicino, sottolineare che c’è una fetta femminile importante, ma deve essere motivo di riflessione per chi ogni giorno combatte battaglie, piccole o grandi per rendere la vita il più appagante possibile.

Le discriminazioni e le violenze a sfondo sessuale restano notizie all’ordine del giorno e non c’è festa della donna che tenga. Alla voce femminicidio per il 2013 si contano 134 donne uccise, spesso da compagni, mariti, amanti, fidanzati. Poi ci sono le vittime silenziose, di cui non parla nessuno, quotidianamente vittime di violenze anche all’interno delle proprie mura domestiche. Eppure la chiave di volta è proprio qui. Se è vero che non sono necessari né auguri né mimose, si dovrebbe pretendere rispetto, non solo dagli altri, ma da e per le donne. In Italia è un problema culturale a contrastare la parità tra i sessi , è l’omertà in cui molte vivono a doversi trasformare nel coraggio di denunciare non solo atti di violenza, ma ogni altro tipo di sopruso.

L’8 marzo è molto più di un mazzetto giallo di fiori: racconta conquiste sociali, politiche ed economiche senza le quali oggi non avremmo donne al governo a rappresentarci, manager, di grande cultura e devote lavoratrici. Nel 1944 nacque l’Unione Donne in Italia per iniziativa di chi si batteva perché l’8 marzo diventasse festa nazionale. La battaglia fu davvero molto dura, incontrò climi politici ostili e solo con il femminismo degli anni ’70 il movimento si fece più importante sul territorio. Per quanto si sia fatto molto grazie alla tenacia delle prime “combattenti” molti lati oscuri rimangono e con risvolti sociali inquietanti.

Ci vuole forza e tenacia più grandi di quelle usate dalle militanti del ’44 perché sia riconosciuta uguaglianza giuridica e materiale, esigendo che il cambiamento culturale parta dall’insegnamento, dai banchi di scuola. Lo sforzo comune potrebbe cambiare le cose, le grandi battaglie sono state vinte così. In fin dei conti, non è così male un tocco di giallo nella nostra vita!


Articolo di Marta Fais
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07/03/14

Di che colore è il diavolo?


Il diavolo è rosso o è nero? Dipende dal periodo storico. 

il colore del diavolo by Cristina Rigutto
A cambiare il colore al diavolo nelle diverse epoche sono i cambiamenti economici, sociali e religiosi.

Il diavolo bicolore

In origine il diavolo ha i colori dell'inferno:  il corpo è nero e la testa rossa,  a volte anche il corpo è chiazzato di rosso o solcato da strisce rosse.

Il diavolo nero

A partire dall' XI secolo, il diavolo viene raffigurato completamente nero. Satana e la sua legioni di demoni sono neri come le tenebre della notte e come la terra che accoglie le salme. Ma neri sono anche gli animali in cui il diavolo si incarna: orsi, pipistrelli, lupi, corvi.  Il bestiario del diavolo accoglie tutte le specie dal pelo o dal piumaggio nero. Del resto l'uomo medioevale teme le tenebre e le creature notturne, gatti neri compresi (per saperne di più sui gatti neri leggi il precedente articolo).

Il diavolo verde

Verso la metà del XII secolo fanno la comparsa i primi diavoli verdi. Siamo nel periodo delle crociate e della massima ostilità tra cristiani e mussulmani, non stupisce che i cristiani dipingano i diavoli di verde, colore sacro dell'Islam. Anche il bestiario del diavolo si tinge di verde e si riempie di draghi, basilischi e di  tutte le creature fantastiche dell'Oriente. Ancora oggi tendiamo a raffigurare in verde le figure fantastiche come i marziani, ad esempio.

Il diavolo blu

Il diavolo si tinge di blu non per motivi religiosi, ma per una ragione squisitamente economica. Siamo nella Francia del XIII secolo, il Dio Cristiano è diventato un Dio di luce,e la Madonna abita in cielo. Il blu mariano entra nell'araldica e nell'armadio di Luigi Re di Francia che si fa confezionare tutti gli abiti di questo colore. Presto i nobili lo imitano e poco a poco i tintori del rosso, che avevano avuto fino ad allora il privilegio di vendere i loro tessuti ai nobili (il rosso era il colore del potere), si trovano senza lavoro.
Per evitare che la moda si diffonda anche tra le classi intermedie, facendoli finire in miseria,  i tintori del rosso pagano gli artisti perché dipingano di blu i diavoli nelle vetrate delle chiese.

Il diavolo rosso

I primi diavoli completamente rossi compaiono durante il Protestantesimo. E' un periodo di massimo rigore e i protestanti bandiscono ogni colore, anche dall'abbigliamento, per adottare l'austerità del nero. Carlstadt e Lutero condannano l'abitudine di decorare riccamente le chiese tipica del cristianesimo, e iniziano ad associare il rosso, non più al sangue di Cristo, ma alla follia dell'uomo. Il rosso colore per eccellenza della della Chiesa papista diventa il simbolo del lusso e del peccato, un colore diabolico che deve essere cacciato dai templi.


Bibliografia: Michel Pastoreau

Articolo di Cristina Rigutto
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